Ripple: che cos’è, come funziona, a cosa serve

Ripple è una criptovaluta basata su blockchain centralizzata, che offre alle banche un sistema di trasferimento di denaro veloce, sicuro e a basso costo.

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Ripple è una criptovaluta anonima che si pone in antitesi alla filosofia di gran parte delle altre crittovalute. Tuttavia condivide con esse la logica della blockchain, perciò, prima di andare avanti con la lettura di questo articolo, ti consigliamo di leggere la guida introduttiva alle criptovalute nella home page del nostro sito.

Che cos’è Ripple?

Ripple (abbreviato XRP) è una crittovaluta in circolazione dal 2013 e oggi è la terza criptomoneta più utilizzata la mondo. Si basa su una blockchain centralizzata e offre un sistema di trasferimento di denaro pensato soprattuto per gli istituti bancari. Diversi istituti bancari, infatti, hanno già iniziato ad utilizzare Ripple, tra questi ricordiamo: Bank of America Merrill Lynch, Canadian Imperial Bank of Commerce, Mitsubishi UFJ Financial Group, Royal Bank of Canada, Santander, Standard Chartered, UniCredit, Westpac Banking Corporation e circa l’80% delle banche giapponesi.
Si tratta quindi di una criptovaluta particolare che per alcuni aspetti si pone in antitesi alla filosofia di Bitcoin.

L’origine e lo scopo di Ripple: perché è diverso da Bitcoin?

Il protocollo di Ripple è stato creato dalla società OpenCoin, fondata da Chris Larsen e Jed McCaleb, e ha iniziato a circolare nel 2013.

A differenza di Bitcoin e simili, la rete di Ripple nasce centralizzata: inizialmente era controllata da 25 nodi tutti interni alla società stessa. Poi, per far fronte al problema di scalabilità sollevato dagli investitori, la rete è stata aperta ad altri utenti e, alla fine del 2017, contava ben 50.000 nodi non più interamente controllati da OpenCoin.
Altra preoccupazione iniziale degli investitori era legata al fatto che, in origine, OpenCoin possedeva più della metà dei Ripple in circolazione. Per ovviare a questo problema, OpenCoin ha stipulato degli accordi tramite 55 escrow (contratti di garanzia), vincolando 55 miliardi di XRP: in pratica, ogni mese scade uno di questi contratti e OpenCoin può utilizzare un soltanto miliardo di Ripple.
Ma cosa ci fa OpenCoin con questi Ripple? Li vende a investitori istituzionali, in particolare alle banche, perché possano svolgere transazioni sul network Ripplenet.

In pratica la filosofia di Ripple è l’esatto contrario di quella di Bitcoin: Ripple non vuole rivoluzionare il sistema monetario tradizionale o fare a meno delle banche, anzi le facilita.

Come funziona Ripple

Ripple offre ai suoi utenti un network chiamato Ripplenet: chiunque entri a far parte di Ripplenet accetta le regole del suo algortimo, il Ripple Consesus. Non servono più, quindi, accordi bilaterali tra banche, perché aderendo a questo network si accetta una regolamento condiviso e centralizzato. Una volta dentro Ripplenet tutte le transazioni vengono registrate sul Ripple Consensus Ledger (RCL) un database distribuito tra i nodi della rete (l’equivalente della blockchain Bitcoin). Il funzionamento della rete Ripple si basa su un meccanismo di fiducia basato sui crediti IOU (I Owe You) che rappresentano le valute reali e possono essere acquistati solo in XRP. In pratica, Ripple permette di inviare e ricevere questi crediti che poi vengono convertiti in denaro “reale” nei cosiddetti gateway Ripple.
I crediti IOU, quindi, facilitano gli scambi internazionali tra valute diverse, superando anche il problema dei tassi di cambio.

Ripple offre ai suoi membri tre diversi servizi:

  • xCurrent, un’alternativa al classico sistema SWIFT, che permette l’invio di comunicazioni bidirezionali tra banche in real time aumentando così la velocità delle transazioni, diminuendo le commissioni e aumentando la probabilità di riuscita dell’operazione. Il sistema Ripple, infatti, riesce a completare una transazione in 4 secondi e può sostenere fino a 1.500 transazioni al secondo, un’infinità in confronto alle 7 di Bitcoin.
  • xRapid che permette di fornire liquidità e convertire le valute nei mercati emergenti in modo molto più rapido ed economico di come avviene ora.
  • xVia che permette di effettuare qualsiasi transazione tramite un’interfaccia standard.

La cosa veramente geniale, però, è che Ripple permette di scambiare anche gli stessi Bitcoin: non si è posta quindi come un concorrente della famosa criptomoneta, ma come uno strumento a disposizione di chi la utilizza. Nel 2013, infatti, Ripple ha collegato i Bitcoin con i propri protocolli tramite il Bitcoin Bridge. Questo collegamento tra i due sistemi consente agli utenti di Ripple di pagare in Bitcoin direttamente da un conto Ripple senza mai aver realmente bisogno di avere i Bitcoin nel proprio wallet.

Si tratta di un vantaggio significativo sia per Ripple che per Bitcoin poiché, grazie a questo protocollo, qualsiasi commerciante accetti Bitcoin può potenzialmente accettare qualsiasi altra valuta, senza commissioni per le transazioni e senza dover utilizzare alcun Exchange.

Come ottenere i Ripple

La principale differenza tra il Ripple e le altre criptovalute è che non esiste il concetto di mining: Ripple è stata “pre-minata”. Ma allora come si ottengono i Ripple?

Ci sono diversi modi:

  • semplicemente comprandoli su un Exchange pagando con una valuta a corso legale;
  • scambiandoli con altre criptovalute sul sito ufficiale di Ripple;
  • oppure registrandosi sul sito di OpenCoin e dando il proprio contributo operativo allo sviluppo del progetto: in tal caso si verrà ricompensati in Ripple.

Una volta ottenuti o comprati, i Ripple vanno conservati, come tutte le altre criptomonete, in un portafoglio virtuale, un wallet. A questo punto è possibile utilizzarli sia per compiere operazioni su Ripplenet, sia per fare trading online sulle piattaforme broker che lo consentono.

Perché investire in Ripple

Il valore di mercato del Ripple non è neanche lontanamente paragonabile a quello di Bitcoin e delle altre criptomonete: finora il picco più alto è stato di 2,18 € a gennaio 2018, per poi scendere a circa 0,70 € a febbraio. A marzo 2018 la capitalizzazione dei Ripple ha raggiunto 28.668.841.240,03 €.
Nonostante la grande distanza da Bitcoin, Ripple è considerato da molti un asset molto più interessante delle altre criptovalute, soprattutto perché gode del sostengo del sistema bancario e di alcuni grandi investitori, tra cui Google Ventures e il colosso dei pagamenti elettronici American Express con cui ha già stretto una collaborazione.

Per informazioni più dettagliate sui vantaggi e i rischi degli investimenti in criptovalute, consulta la guida in home page.